Nicola Bisinella, dopo un’intensa carriera di freelance nel campo dell’e-commerce, ha dato vita a Nicolabisio, un’attività di consulenza e sviluppo che vede nelle strategie orientate al web il nuovo modo per far crescere la propria azienda. «L’esperienza maturata in cinque anni nel settore della gestione aziendale mi ha permesso una visione ad ampio respiro delle funzioni di cui una realtà necessita per svilupparsi; per questo motivo voglio portare l’esperienza maturata nelle grandi multinazionali anche alle piccole e medie imprese» spiega Nicola, promotore del brand e socio Hypernova.

«Con una strategia pensata e collegata al processo corretto, associato ad un lavoro orientato al risultato – spiega Bisinella – anche la piccola e media impresa può affacciarsi al mondo come se fosse una vetrina con la propria insegna luminosa, in una città con miliardi di abitanti, che è il web».

Lo abbiamo intervistato: 

Cosa rappresenta per te il web?

Il web è un grande mondo in cui poter comunicare in modo diverso dal mondo reale. Ha delle regole tutte sue e ci permette di esprimere dei lati di noi che diversamente faremmo fatica ad esternare. È uno strumento e sta a noi utilizzarlo nel migliore dei modi. Per me, che è il mio lavoro, il web è non solo il luogo in cui far nascere progetti personali e dei miei clienti, ma anche una piattaforma in cui relazionarsi con le persone riducendo le distanze.  

Come si è evoluta la tua realtà professionale negli anni?

Ho iniziato come dipendente nel 2008, lavorando per multinazionali e girando l’Italia e l’Europa. Nel 2013 ho deciso di portare anche nelle piccole imprese l’esperienza maturata nelle grandi aziende. Ho dovuto fare i conti con il territorio, pieno di aziende piccole, senza una visione chiara di dove andare ma con moltissima conoscenza nel saper fare. In questo contesto ho capito che i processi e le metodologie imparate nei progetti internazionali non servivano a nulla in queste situazioni. La parola d’ordine è diventata “Trainig on the Job” ovvero “forma il cliente passo passo e permettigli di sbagliare da solo”. Ci ho messo alcuni anni per riuscire a comprendere questo concetto, ma devo dire che da quando l’ho capito è stato un successo continuo. Non ho mai fatto del marketing per me stesso, perché il passaparola dei clienti soddisfatti, saturava a sufficienza il tempo a mia disposizione.

Attualmente ti occupi di consulenza e sviluppo che vede nelle strategie orientate al web, un modo per far crescere le aziende. Come realizzi un progetto?

Il progetto è come un figlio, c’è bisogno di insegnargli a dire le prime parole, fargli fare i primi passi e solo dopo questo si può farlo correre. In ogni mio progetto l’ascolto verso il cliente è la chiave di lettura principale: cerco di capire quali siano i “veri” problemi. Come tutti i consulenti sanno, spesso il “problema” percepito dal cliente non è in realtà il vero problema, quindi è fondamentale scavare e definire il modo per risolvere la questione. Successivamente cerco di proporre sempre attività semplici, tangibili e d’impatto per il business del cliente. Non è da sottovalutare la proposta, proprio perché spesso il cliente non sa cosa vuole e non riesce a capire quello che gli stai proponendo. La mia filosofia è quella di essere il più diretto e funzionale agli obiettivi. Un altro strumento che contraddistingue ogni progetto è l’empatia con le persone, sia nei confronti del cliente, sia dei collaboratori. È fondamentale vivere il progetto in tutti i suoi momenti, per questo metto sempre al centro le emozioni, ma più in generale il modo con cui le cose vengono fatte.

Il tuo bagaglio di esperienze ti ha portato a diventare anche formatore. Qual è stata la soddisfazione più grande che hai ricevuto?

Sono formatore non solo tra i banchi d’aula, cerco di formare tutti i clienti con cui lavoro per renderli il più possibile autonomi. È proprio qui la mia più grande soddisfazione: vedere l’allievo che sperimenta autonomamente nuove strade. Cerco sempre di istillare gocce di curiosità in ogni persona con cui lavoro: vederle fare domande o semplicemente raggiungere degli obiettivi da sole, è la mia gioia più grande. Ho allievi che a distanza di anni ancora mi contattano per consigli, o anche solo per uno sfogo personale: questo per me è il successo della formazione. Essere una semplice guida, una persona di riferimento sempre presente e con cui magari fare dei progetti.

Cosa significa essere socio Hypernova?

Hypernova per me è una famiglia: ne faccio parte fin dai suoi albori. Di fatto è un luogo di aggregazione, uno strumento per collaborare con altri professionisti e scoprire continuamente metodi nuovi. Mi dedico molto a far conoscere le potenzialità di questa realtà, perché mi ha semplificato la vita: dalle questioni burocratiche a quelle fiscali. Hypernova, come tutta la rete Doc, mi ha permesso di concentrarmi al 100% sul mio lavoro e sui miei clienti.

Sogni e progetti futuri?

Di sogni e progetti futuri ce ne sono tantissimi. Il più promettente è Asimmetrica: nato con lo scopo di mettere assieme i freelance più “tecnici”, che spesso faticano a trovare collaboratori con cui parlare la stessa lingua e realizzare progetti più strutturati. Con il tempo inoltre, abbiamo capito che tra le nostre necessità di freelance c’è anche quella di delegare l’assistenza continuativa dei progetti anche a figure junior. Con questo spirito e con la voglia di insegnare alle nuove leve il nostro lavoro, vogliamo creare un progetto che connetta da una parte i clienti che vogliono  un supporto costante e di qualità, con i freelance che vorrebbero delegare l’assistenza facendo del semplice supporto. Il tutto in una sorta di sistema co-organizzato e autogestito.  Un progetto ambizioso con un enorme potenziale.